Questo post (via Degrado Esquilino) non potrebbe spiegare meglio la situazione. Sul fatto che la linea in passato fosse più dura ho quacosa da ridire. Comunque, un passaggio chiave è:
In una città come Roma, nella quale la mobilità è a dir poco critica, lasciare passare il messaggio che il parcheggio alla chissenefrega è ormai legalizzato è assolutamente devastante. Se da una parte è comprensibile l’intenzione di facilitare la vita ai cittadini in un momento critico dell’anno, dall’altra è inammissibile pensare che il laissez faire-laissez passer (a voler definire in modo più elegante questa “strategia”) possano avere effetti benefici sulla mobilità della Capitale. Al contrario, se non si deciderà presto di adottare la “tolleranza zero” verso seconde file e parcheggi selvaggi la situazione rischia di degenerare. I romani, come l’esperienza del passato insegna, sono molto sensibili alle multe e ai vigili, purché questi ci siano. Se invece capiscono che se po fa’, il caos si verifica nel giro di poche ore.
La sensazione è che si sia creato uno scellerato combinato disposto: l’Amministrazione è inesperta e pensa che il lasciar fare possa autoregolare le cose, la Polizia Municipale invece tira un po’ il fiato e si avvantaggia di questo lassismo per lavorare con più “calma”.
Ecco. Una piccola riflessione aggiuntiva è su come secondo me vanno queste cose a livello psicologico. Non credo neanche ci sia stata nessuna telefonata che invitava a tenere questo o quel comportamento. Semplicemente queste cose, pur nella loro complessità, procedono in maniera più semplice. C’è un tale “sentir comune” sul fatto che gli automobilisti vadano lasciati stare, e la situazione vada bene così come, che noi non ci rendiamo neanche conto. “Noi” siamo una minoranza insignificante.
Tempo fa si parlava di ignoranza ed arroganza, come dei due motori che muovono la società da queste parti. Mi rendo conto che l’ignoranza è molto maggiore dell’ignoranza. Paradossalmente, c’è quasi buona fede, per cui non serve nessuna telefonata, perché non c’è neanche niente da dire: dal politico che la dovrebbe fare, ai vigili che la dovrebbero ricevere, passando per i cittadini, vivono tutti nell’unico dei mondi possibili.
Ad esempio, ho amici che dovrebbero rappresentare quella parte di società attiva, sensibile e colta, pronta a partecipare in vario modo al benessere della collettività. Quando entra in gioco la strada, però, tutti si trasformano: cinture dietro non messe perché… “pure dietro?!?”; non rispetto di limiti di velocità; doppia fila; sensazione che i vigili siano ancora quelli cattivi che fanno le multe (eh?), con micro-contrattazioni per farsela togliere al momento di averla presa; eccetera eccetera.
Insomma, la strada è un argomento che mette d’accordo tutti, ma proprio tutti, nel senso dell’inciviltà. E’ andata così, per ragioni storiche imperscrutabili. Ad esempio, in Spagna fanno le corride e sono meno civili sul fumo nei luoghi pubblici, in Inghilterra magari si ubriacano un po’, a noi è capitata la strada come terreno di incività a tutti i livelli. Io, al solito, sono comunque ottimista.